Ogni giorno tieni a mente un numero di telefono mentre lo componi, isoli una voce sola in una stanza rumorosa e valuti se c’è tempo per un’ultima commissione tornando a casa. Sono abilità cognitive e, come quasi tutte le abilità, rispondono all’esercizio. Questa pagina spiega che cos’è l’allenamento mentale, che cosa sostengono davvero le prove e dove stanno i limiti.
Allenare il cervello significa esercitare di proposito un’abilità cognitiva, a una difficoltà che resta poco sopra la soglia comoda. L’idea è tutta qui. Un gioco che ti chiede di seguire quattro bersagli in movimento allena l’attenzione come le scale allenano le dita di un pianista: ripetendo una richiesta precisa abbastanza spesso, e abbastanza a fondo, da spostare il tuo rendimento.
Le abilità che vale la pena allenare sono quelle su cui ti appoggi di continuo. La memoria di lavoro trattiene le informazioni mentre le stai ancora usando. L’attenzione decide che cosa passa e che cosa viene filtrato. La velocità di elaborazione stabilisce quanto in fretta recepisci qualcosa e reagisci. La percezione trasforma il dato grezzo in qualcosa di sensato, e il ragionamento ti porta da ciò che sai a una conclusione ragionevole.
Il cervello non si fissa una volta finita l’infanzia. Continua a riorganizzarsi in base a ciò che gli chiedi, rafforzando le connessioni che usi spesso e lasciando sbiadire quelle inutilizzate. Questa proprietà si chiama neuroplasticità, ed è il motivo per cui il senso del tempo di una musicista e il lessico di un traduttore appaiono diversi, nel cervello, rispetto a chi non ha mai praticato né l’uno né l’altro.
La neuroplasticità spiega anche perché conta più la difficoltà del tempo passato. Un compito che svolgi già con il pilota automatico non chiede quasi nulla al tuo cervello. Quello che ti tira un po’ è quello che produce il cambiamento, ed è per questo che ogni gioco Mentilus si adatta al tuo livello del momento invece di restare dov’era all’inizio.
L’allenamento cognitivo migliora in modo affidabile ciò che alleni. Lo studio ACTIVE, uno dei più ampi del settore, ha proposto ad adulti anziani dieci sessioni di allenamento su memoria, ragionamento o velocità di elaborazione, trovando nell’abilità allenata guadagni ancora misurabili anni dopo (Willis et al., JAMA, 2006).
Il trasferimento è la domanda difficile. Diventare più veloce in un compito di velocità non ti rende automaticamente più veloce in tutto il resto, e la ricerca su quanto quei guadagni si estendano a compiti quotidiani non allenati è discorde. Chi ti promette che dieci minuti di giochi prevengono la demenza va ben oltre quello che le prove permettono, e noi non te lo diremo.
È ragionevole aspettarsi un rendimento migliore nel tipo di compiti che eserciti, un’idea più chiara dei tuoi punti forti e deboli, e una breve abitudine quotidiana che ti tenga mentalmente attivo. Dormire, muoversi e restare attivi socialmente e intellettualmente contano almeno altrettanto, e nulla di tutto ciò è in concorrenza con dieci minuti di allenamento.
Mentilus trasforma queste richieste in giochi brevi che si adattano man mano che migliori, su memoria, attenzione, velocità, percezione e logica. I tuoi risultati vengono registrati nel tempo, così vedi quali abilità si stanno davvero muovendo invece di intuirlo. Dieci minuti al giorno bastano per farne un’abitudine. Comincia dai nostri giochi mentali, oppure fai prima un test cerebrale per vedere a che punto sei.